Recensione: XXL di Anna Cambi.

Ringraziando La lettrice assorta per la sua interessante recensione su questo libro, mi sono incuriosita, ho voluto leggerlo anch’io ed ora mi appresto a dire la mia in proposito.

61txqw4heql XXL di Anna Cambi, edizione Alter Ego.

Trovarlo è stato una fatica immensa! per fortuna ci sono riuscita e la difficoltà è stata pienamente ricompensata.

Non mi sorprende che sia una piccola casa editrice a scegliere di pubblicare un romanzo tanto lodevole non solo per l’originalità della trama ma anche per la qualità della scrittura.

Andando per gradi: La storia è quella di Silvia, una quattordicenne sovrappeso costretta con l’inganno dalla madre a frequentare un centro di dimagrimento.

Silvia non solo deve combattere con i chili di troppo, il vero peso della sua esistenza è l’eterno confronto con una madre ex-reginetta di bellezza che non comprende bensì umilia la figlia fiancheggiata da Helena e Astrid, coetanee e aspiranti Barbie, un padre assente e…gli altri membri della sua stessa specie: le ragazze grasse internate nel lager.

Silvia è dunque una vittima? Sì. Non è però la “principessa da salvare”, bensì un’adolescente che trasuda tutta la sua insofferenza al contesto nel quale si trova, suo malgrado, costretta.

Consapevole di non soddisfare le ambizioni materne, nel suo senso di inadeguatezza non si sente nemmeno coesa alle compagne di sventura con le quali socializzerà dopo svariati attriti.

L’unico luogo capace di soddisfare la sua fame di accettazione si rivelerà, in maniera sinistra e misteriosa, il bosco.

(Sarà un caso che il suo nome, Silvia, significhi proprio “colei che abita i boschi”?).

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Chubby girl; art: Chabe Escalante

 

I personaggi di questo romanzo, a partire da Silvia alle sue compagne Em, Sumo, Trottola e Roby sono dettagliati benissimo.

Tutti distinguibili, con un proprio modo di essere che li fa spiccare e questo grazie a descrizioni brevi, combinate ad azioni che rendono la lettura scorrevole e comprensibile.

Personalmente non condivido le sorti né i tratti caratteriali di nessun personaggio eppure comprenderli tutti ed empatizzare con alcuni è stato possibile.

Non ho però potuto provare alcun “benevolo” coinvolgimento nei confronti di Helena e Astrid, le tipiche oche da scuola superiore. Avrei voluto poter spezzare una lancia a favore di quest’ultima ma la sua cattiveria me lo ha impedito.

Lo stesso sprezzo lo riservo alla madre della protagonista, insieme ad un rilutto da conato tutto dedicato al professor Malacarne.

Lo stile di Anna Cambi è incalzante e d’impatto, di quelli che non fanno sconti e trascinano il lettore fino all’ultimo rigo.

Ho ultimato la lettura di XXL in una serata prendendomi poi due giorni per riflettere e ricordare i passaggi più accattivanti.

Miss Kegel corre avanti e indietro seguendo il percorso, su quelle gambe solo muscoli e niente grasso, i calzoncini grigi da maschio incastrati tra le chiappe alte e sode, e sul volto un’espressione da botta di endorfine.

Non è indicato come romanzo per ragazzi a causa di alcuni temi contenuti e del linguaggio colorito ma per gli spunti di riflessione che offre, sarebbe perfetto per lettori dai sedici anni  (se abbastanza maturi da comprendere!) in poi.

Sono pochissime le questioni ad avermi lasciato degli interrogativi (segue spoiler):

  1. Sumo appare fragile e umiliata da Malacarne, finché non la si scopre tra le sue grinfie convinta di essere lei a reggere il gioco.

Fin dall’inizio la ragazza è però attratta dall’illecito fascino dei manga hentai.

Sumo è dunque la vittima di un gioco perverso, una dominatrice o entrambe la cose?

2. Em è soggiogata da Helena, lo dimostra in più occasioni ma alla fine non c’è più traccia di questa attrazione.

Cosa l’ha spinta a passare da un estremo all’altro? l’amicizia con Silvia o la gravità della situazione?

3. Silvia non ricorda nitidamente cos’è accaduto la notte in cui Helena e Astrid sono scomparse eppure ha presenziato alla loro disfatta. Il tutto però ha assunto una connotazione talmente vaga ed onirica che non posso fare a meno di chiedermi se la verità stia nelle percezioni descritte dalla protagonista oppure esse siano solo una  convinzione, quando l’uccisione è avvenuta per mano sua.

Probabilmente non saprò mai la verità e mi accontento di trarre le mie conclusioni, insieme alla certezza che questa lettura, sia assolutamente da consigliare.

Lavi.

 

 

 

 

 

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